Olio

Per secoli l’industria olearia ha rappresentato uno dei pilastri dell’economia della Puglia e della Terra d’Otranto, tanto da essere definita la produzione dell’“oro liquido”.

 

Dalla tradizione al frantoio ipogeo

In età preindustriale l’olio veniva prodotto nei frantoi ipogei, ambienti scavati nella roccia dove le olive venivano trasformate attraverso le fasi di frangitura e torchiatura. Il lavoro era estremamente faticoso e coinvolgeva uomini e animali in condizioni di grande sacrificio, tanto da definire questi luoghi frantoi “a sangue”.

 

L’età industriale

Tra Ottocento e Novecento i frantoi tradizionali furono progressivamente sostituiti da impianti moderni, segnando il passaggio dalla forza animale alla meccanizzazione a vapore. A Maglie si affermarono stabilimenti come quello di Vincenzo Tamborrino, insieme alle attività della famiglia Sticchi, impegnata nella trasformazione industriale dell’olio e nella gestione di impianti sempre più evoluti, affiancati da officine meccaniche specializzate nella produzione di macchinari oleari.

 

Sottoprodotti e nuove filiere

La lavorazione delle olive diede origine anche a nuove produzioni industriali: dalla sansa e dalla morchia si ottenevano oli di seconda qualità e saponi, contribuendo allo sviluppo di un’economia integrata e circolare legata all’olio.