Concia

L’industria della lavorazione delle pelli ha rappresentato una pagina fondamentale della storia manifatturiera salentina, lasciando un'impronta profonda nella cultura, nella lingua e nella toponomastica del territorio.

L’industria conciaria in Terra d’Otranto

Radicatasi a partire dalla prima metà dell’Ottocento grazie all'impulso di imprenditori francesi, la concia rese la Terra d'Otranto l'area più produttiva della Puglia per i cuoi di alta qualità. Nel 1888 si contavano ben 118 concerie e botteghe artigiane. Le pelli, provenienti dai macelli locali, venivano lavorate con metodi tradizionali e la classica "concia al vegetale" a base di scorza di quercia, lentisco e mirto. Con il Novecento, tuttavia, la scarsità d'acqua e l'evoluzione dei mercati portarono al progressivo declino del comparto.

La Conceria Lamarque e la Corte dei Francesi

Un'importante testimonianza di quest'epoca è custodita a Maglie nella Conceria Lamarque, un raro esempio di recupero industriale nel Mezzogiorno. Sul finire degli anni venti dell'Ottocento, il maestro pellettiere francese Pierre Lamarque fu chiamato a Maglie dall'imprenditore Raffaele Garzia per modernizzare la propria attività. Stabilitosi in città con il fratello Jean, Pierre trasformò l'immobile ricevuto in dote nel 1832 nella rinomata "Corte dei Francesi", dove la lavorazione a concia lenta proseguì fino alla fine degli anni cinquanta.